Guardo il mondo attraverso quel vetro, lì sono nascosta. Urlo, le parole mi rimbombano intorno. Tremo. Fuori piove, vedo le goccioline fare a gara su quella prigione di vetro. Ho sempre amato la pioggia, ma adesso piove anche dentro, la mia fortezza sta cedendo. Crolla. E io ho paura di uscire allo scoperto, di rimanere sotto la pioggia a urlare quelle parole, sola.

Io ti conosco, sai? Nascondi il tuo dolore, le tue paranoie, i tuoi pianti silenziosi. Non vuoi far sapere a nessuno che stai male, ma allo stesso tempo speri che qualcuno se ne accorga lo stesso.
Ma la sapete una cosa? E’ colpa mia. Sono io che divento triste all’improvviso, sono io che immagino le cose sbagliate e provo le cose sbagliate e dico le cose sbagliate e poi ci rimango di merda. Sono io, è colpa mia. Colpa mia. Colpa mia se sto così, se mi sento uno schifo. Solo colpa mia.
margheritedicemento:

 
« Ti posso rivedere? » Ha chiesto.
C’era un tenero nervosismo nella sua voce.
Ho sorriso. «Certo.»
«Domani?» ha chiesto.
«Come corri» ho detto. «Non vorrai sembrare troppo impaziente.»
«È ben per quello che ho detto domani» ha detto. «Io vorrei rivederti stanotte. Ma sono disposto ad aspettare tutta la notte e molta parte di domani.»
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